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Val d’Orcia terra di cereali, di vino, di formaggi e… di lino!

Semi preziosi 20/8/2020

I semi di lino sono sempre più apprezzati nel campo dell’alimentazione grazie alle loro proprietà nutraceutiche e funzionali quali l’elevato contenuto di acido α-linolenico, fibre e lignani. Mulino Valdorcia ha iniziato da alcuni anni a produrre semi di lino ed ora è possibile acquistarli in confezioni da 500 g. Ma conosciamo meglio questo alimento e le sue proprietà!

COSA E’ IL LINO?



Il lino è una pianta annuale erbacea dai caratteristici fiori, generalmente di colore azzurro-violacei, coltivata in un’area vasta del pianeta che comprende tutti i continenti.
Il lino ha una duplice attitudine, ovvero è coltivato sia come pianta da fibre che come pianta alimentare. Esistono infatti sia varietà coltivate per ottenere fibre, che filate danno tessuti morbidi e freschi, sia varietà coltivate per la produzione di semi, da cui è possibile estrarre un olio con un elevato valore alimentare.
I semi di lino sono un vero e proprio cibo funzionale, ovvero oltre alla funzione nutraceutica apportano benefici alla salute e riducono il rischio di malattie croniche. Queste proprietà sono dovute alle elevate quantità di nutrienti e composti biologicamente attivi presenti in essi, ed in particolare a tre elementi: acido α-linolenico, fibre e lignani.
I semi di lino sono una ricca fonte di acidi grassi polinsaturi, ovvero quegli acidi grassi che il corpo umano non è in grado di sintetizzare da solo e che quindi vanno assunti con l’alimentazione. Tra questi, i semi di lino sono ricchi di acido linoleico (della famiglia degli Omega-6) e di acido α-linolenico (della famiglia degli Omega-3), detti acidi grassi essenziali.



OME UTILIZZARE I SEMI DI LINO?



Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di semi di lino apportano un totale di circa 500 calorie. Il consumo giornaliero consigliato è quello di 1-3 cucchiai di semi di lino al giorno . Possono essere consumati crudi o cotti, interi o macinati. I semi di lino arricchiscono insalate e zuppe, si aggiungono a cereali e yogurt per la colazione, o possono sostituire il pangrattato per le impanature di pesce e carne. Per meglio sfruttarne le proprietà nutrizionali, è consigliato macinarli al momento del consumo. I semi di lino, sia interi che ridotti in farina, sono utilizzati per arricchire gli impasti di pane, dolci ed altri prodotti da forno, con lo scopo di migliorarne le proprietà nutraceutiche.
Visti i benefici nell’agire contro la stitichezza, i semi di lino sono ottimi nella preparazione di infusi. Mettete 1-2 cucchiai di semi di lino in un bicchiere d’acqua e lasciateli in ammollo per una notte. La mattina seguente filtrate l’infuso e bevetelo!
Essendo privi di glutine, i semi di lino sono un’ottima alternativa per i celiaci o per chi soffre di intolleranze al glutine. Interi, possono essere conservati a lungo in un luogo asciutto ed al riparo dai raggi solari e dal calore.
I semi di lino possono essere altresì utilizzati per preparare cataplasmi, ovvero preparazioni dalla consistenza pastosa che vengono messe tra due tessuti e poi applicate sulla pelle a scopo curativo. I semi, 1-2 cucchiai macinati e ridotti in farina e mescolati con 250 ml di acqua bollente, sono avvolti tra bende di cotone e poi applicati caldi sul petto, quale calmante in caso di bronchite e tosse catarrale, oppure sulle articolazioni doloranti. Il decotto di semi di lino, ottenuto facendo bollire 50 grammi di semi in un litro d’acqua, è utilizzato contro le irritazioni della pelle.
Dalla spremitura a freddo dei semi di lino si ottiene l’olio di lino, un alimento funzionale che mantiene tutte le proprietà dei semi. E’ infatti ricco di acido α-linolenico (e quindi di Omega-3) e di polifenoli.
L’elevata quantità di fibre, ed in particolare di mucillagini, fa sì che assorbano un’elevata quantità d’acqua, per cui è consigliato bere molti liquidi quando si consumano i semi macinati.
Oltre il gran numero di elementi funzionali, i semi di lino contengono glucosidi cianogeni, sostanze che possono interferire sull’utilizzo di iodio da parte della tiroide. Tuttavia, questi elementi possono causare problemi laddove si superi il consumo giornaliero consigliato. Considerate che 1-2 cucchiai di semi lino rilasciano circa 5-10 mg di acido cianidrico, che è ben al di sotto della dose tossica acuta stimata per un adulto di 50-60 mg di cianuro inorganico . Inoltre, le elevate temperature neutralizzano gran parte di questi composti, per cui non si riscontra alcuna problematicità laddove i semi di lino sono consumati previa cottura in forno.



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